La privacy esiste e deve esistere!

A partire dal 2012, momento nel quale a causa del decreto semplificazioni si diffuse la voce del “la privacy non esiste più”, ogni volta che capita di entrare in un’azienda che si è posta il problema del “i miei processi, saranno a norma anche per la privacy?” capita quasi sempre di sentirsi dire: “non abbiamo più fatto niente da quando è stata abolita la legge…”

Questa pessima situazione capita estremamente di frequente e sembra che sia una voce che si è diffusa senza conoscerne il motivo, in quanto nessuno sa darsi (come è ovvio che sia) una spiegazione o anche solo capire da quale fonte possa essere partita questa notizia.

Nonostante ciò, il concetto fondamentale è: NON È STATA ABOLITA NESSUNA LEGGE SULLA PRIVACY!

La legge 196/2003 è, nonostante la “data di scadenza” nota, viva e sicuramente in vigore, con tutti i relativi provvedimenti che nel corso del tempo il Garante ha provveduto ad emanare.

Le aziende, pubbliche o private, che si trovano ad effettuare operazioni di trattamento dati che non abbiano connotazione di carattere strettamente personale, sono ancora ovviamente soggette a sottostare a tale codice e, anzi, potrebbero essere nella condizione di rischiare pesanti sanzioni nel momento in cui abbiano effettuato e stiano effettuando trattamenti di dati in modo non conforme alle prescrizioni.

Molto spesso, infatti, si registrano casi di:

  • Trattamenti sanitari effettuati senza notificazione
  • Trattamenti di geolocalizzazione anch’essi non notificati
  • Trattamenti effettuati in ambito di biometria non solo non notificati ma addirittura effettuati senza richiesta di verifica preliminare
  • Videosorveglianza non autorizzata o effettuata violando i principi fondamentali del codice
  • Incaricati non adeguatamente formati

e così via su una scia di violazioni anche a carattere importante di cui ancora, i titolari del trattamento non riescono a percepire la gravità, fino a quando una verifica o un reclamo non sconvolge la routine lavorativa esponendo le aziende a pesanti ripercussioni economiche se non addirittura penali.

Aldilà delle sanzioni, il concetto che vogliamo trasmettere è il seguente: la privacy DEVE esistere, perchè integrata nei processi aziendali, aumenta la qualità degli stessi.

A quante persone piace essere disturbate telefonicamente anche dopo aver manifestato il proprio volere al non essere più contattati? Quante volte capita in fase di raccolta di un consenso, informando un interessato che non saranno effettuate operazioni di marketing con i dati raccolti, si ottiene un sospiero di sollievo?

Un’azienda che fornisca ai propri clienti un servizio (o più servizi) tutelandone la privacy non è folle né virtuosa, è un valore aggiunto. Un’azienda che si trovi ad integrare e aggiornare i propri processi rafforzando le misure minime e limitando possibili data breach non solo offre un servizio di qualità estremamente più alto, ma si mette in una situazione di dubbio vantaggio anche nei confronti di possibili rischi come virus, violazioni, crash di sistema, danneggiamenti di database e via dicendo.

Nel 2016 la privacy esiste eccome quindi, anzi, le aziende saranno chiamate nel corso dei prossimi 2 anni ad una migrazione importante verso un sistema che unificherà a livello europeo la normativa e porterà inevitabilmente a escludere dal mercato digitale tutte quei soggetti che non riusciranno o non vorranno adeguarsi ad un mercato che sarà inevitabilmente portato a trasformarsi, dovendo far interoperare fra loro tanti soggetti.

Il 25 Maggio 2018 è più vicino di quanto sembri, sareste pronti a scommettere che la privacy non esiste e rischiare di restare fuori dal mercato globale europeo?

 

 

 

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