Il Privacy Officer in Europa

La bozza di legge che è stata proposta alla commissione europea a Gennaio 2012 contiene un insieme di richieste atte a soddisfare tutte le necessità in materia di protezione dei dati che gli stati membri hanno sviluppato nel corso di questi ultimi anni.

Con il passare del tempo, infatti, mentre si è sempre più diffusa in modo capillare la condivisione di informazioni (internet su tutte le altre fonti) è venuta meno la preoccupazione per il destino che queste informazioni abbiano una volta entrate in un contesto di condivisione.

In Italia, ad esempio, la normativa attuale vede abrogato il DPS come documento a scadenza fissa (il vecchio 31 Marzo), ma prevede ancora tutte le norme precedentemente in vigore e la loro revisione e aggiornamento su base annuale, quindi nella pratica è stata solo eliminata la scadenza obbligatoria posta al 31 di Marzo. In Italia esiste purtroppo anche il malpensiero nel quale si è annidata l’idea che non esista più un regolamento da seguire sulla privacy, ovvero niente di più sbagliato!

Con il nuovo regolamento europeo sulla privacy molte nazioni stanno già mettendosi avanti per quanto riguarda i concetti di privacy: l’Austria è sicuramente la più avanzata sotto questo punto di vista. Nelle leggi del garante austriaco già si prevedeva la figura del privacy officer, tuttavia senza una valenza giuridica alla figura in quanto tale. Con la nuova legge in fase di studio, invece, le aziende che faranno affidamento ad un professionista godranno di molti vantaggi come ad esempio la perdita di obbligo di notifica al garante per tutto quello che concerne il trattamento dei dati e probabilmente anche in fatto di sgravi legati al settore della sicurezza informatica.

Altre nazioni come quelle scandinave sono orientate nella stessa identica maniera, unendo una rete molto informatizzata (basti pensare alle connessioni ADSL che sono di livello estremamente più alto vista la digitalizzazione molto più avanzata) ad una sicurezza verso tali dati appropriata al livello delle infrastrutture già esistenti.

È di pochi giorni fa, invece, la richiesta da parte dei tedeschi di un abbassamento del numero minimo di dipendenti per l’obbligo di assunzione di un privacy officer, che attualmente in Germania è obbligatorio per le aziende con più di 10 dipendenti.

In ottica del decreto digitalizzazione varato anche dall’attuale governo, le persone giuridiche sono chiamate a farsi trovare pronte sia per quanto riguarda un miglior servizio per i propri partner commerciali sia anche per loro stesse e per le sanzioni che potrebbero derivare dal mancato adeguamento: le sanzioni potrebbero arrivare a toccare anche il 2% del volume di affari di un’azienda…

L’Europa ha quindi ormai mostrato la via, gli stati membri stanno rispondendo positivamente, resta solo all’Italia il compito di farsi trovare pronta all’appuntamento con la sicurezza.

Aggiornamento del 21 Marzo 2013, questa pagina potrebbe essere obsoleta ed essere già stata redatta una nuova versione, cerca nel sito!

adminIl Privacy Officer in Europa